Vai al contenuto principale
05

L'Italia del volley vive un'epoca d'oro. E si vede dai più giovani

di Stefano Pesce, Founder PlaySportMate · 2026-07-14 · 6 min

Condividi

A Porto San Giorgio, sull'Adriatico marchigiano, in questi giorni si gioca un pezzo di futuro del volley europeo. Dal 4 al 18 luglio l'Italia ospita gli Europei Under 18 maschili — sedici nazionali, ragazzi che per la maggior parte del pubblico sono ancora nomi sconosciuti, ma che tra cinque anni potrebbero decidere una finale olimpica.

È il tipo di torneo che passa sotto traccia. Nessuno riempie i palazzetti per un Under 18. Eppure, se vuoi capire dove sta andando la pallavolo di un Paese, i giovanili raccontano molto più di una partita della nazionale maggiore.


Un'epoca d'oro che non è arrivata per caso

Partiamo dall'alto. La nazionale femminile italiana, oggi, è campionessa olimpica in carica. Nel 2025 ha aggiunto il titolo mondiale e la Nations League. Tre trofei pesanti nello stesso ciclo: è una cosa che, nella storia del volley, riesce a pochissime squadre.

Non è fortuna, e non è nemmeno solo questione di una generazione fenomenale capitata per caso. Dietro un momento così ci sono vent'anni di lavoro invisibile: un sistema che pesca giocatrici da tutta la penisola, le forma nelle società, le fa crescere in un campionato di club — la Serie A femminile — che è tra i più duri e seguiti del pianeta. Quando una nazionale domina, di solito significa che sotto c'è una base larghissima.


I giovanili sono il posto dove si vede prima

Ecco perché un Europeo U18 conta più di quanto il tabellone lasci pensare. È il primo palcoscenico internazionale per ragazzi di sedici e diciassette anni: la prima volta che giocano sotto pressione vera, lontano da casa, contro coetanei altrettanto forti.

Chi segue il volley da vicino guarda questi tornei per un motivo preciso — vedere i nomi prima che diventino nomi. L'alzatore che gestisce il gioco con una freddezza da adulto. Il centrale che a diciassette anni murà già come un professionista. Molti spariranno, alcuni no. È un piccolo azzardo di lettura, e per gli appassionati è metà del divertimento.

Sopra l'U18 c'è l'U22 — quest'anno in Olanda per le ragazze — che fa da ponte verso il professionismo. Poi la nazionale maggiore. Tre gradini della stessa scala, ed è raro che qualcuno arrivi in cima senza aver salito i primi due.


Il sistema che nessuno inquadra

La parte che le telecamere non riprendono è quella che conta di più. Il volley è, in buona parte d'Europa, uno degli sport di squadra più praticati — e nel femminile, in molti Paesi, è semplicemente il primo. La ragione è concreta: costa poco, si gioca al chiuso tutto l'anno, non richiede contatto fisico, e la palestra della scuola basta e avanza per cominciare.

In Italia il canale è il minivolley: migliaia di bambini che iniziano a sei o sette anni con una rete abbassata e una palla morbida, in palestre di quartiere che non finiranno mai su nessuna diretta. Da lì parte tutto. È un imbuto lento, poco spettacolare, e funziona. La nazionale che alza trofei è la punta di quell'imbuto — non il contrario.


Cosa guardare, concretamente

Il torneo maschile U18 in Italia mette in campo sedici squadre, seconda edizione dal recente allargamento del format. Vale la pena tenere d'occhio le sfide tra Italia, Polonia, Francia e Serbia: sono i quattro serbatoi più profondi del volley europeo, e a livello giovanile la differenza tra loro spesso si misura in dettagli — un cambio palla in più nei finali di set, un servizio in salto tenuto sotto pressione.

Se vuoi seguirle, lo streaming ufficiale della CEV è la via più semplice. E se una di queste partite ti fa tornare la voglia di rimetterti in palestra — capita, soprattutto guardando gente più giovane di te fare cose difficili sembrare facili — la pallavolo resta uno degli sport di squadra più facili da riprendere da adulti, anche in formati ridotti come il 4 contro 4. Trovare un gruppo con cui giocare, oggi, è la parte meno complicata: su PlaySportMate cerchi per sport e città e vedi chi gioca vicino a te.


Domande frequenti

Dove si vedono gli Europei U18 di pallavolo 2026?

Le partite del torneo maschile U18, ospitato in Italia dal 4 al 18 luglio 2026, sono trasmesse in streaming sui canali ufficiali della CEV (EuroVolleyTV) e sui suoi profili social. Alcune sfide della fase finale finiscono anche sulle emittenti nazionali dei Paesi coinvolti.

Perché l'Italia è così forte nel volley?

Il volley italiano poggia su un vivaio profondo: minivolley nelle scuole, un campionato di club tra i più competitivi al mondo e una rete di società che lavorano sui giovani da decenni. Il risultato è visibile ai vertici — la nazionale femminile è campionessa olimpica in carica, oltre che iridata e vincitrice della Nations League nel 2025.

Che differenza c'è tra Europei U18, U22 e nazionale maggiore?

Sono tre gradini dello stesso percorso. L'U18 è la vetrina dei sedicenni-diciassettenni, spesso il primo palcoscenico internazionale. L'U22 fa da ponte verso il professionismo. La nazionale maggiore è il vertice: chi arriva lì è quasi sempre passato prima dalle giovanili.

Quando giocano le nazionali maggiori di volley nel 2026?

Gli Europei femminili senior si giocano dal 21 agosto al 6 settembre 2026 tra Azerbaijan, Repubblica Ceca, Svezia e Turchia, con la finale a Istanbul. Quelli maschili seguono dal 9 al 26 settembre. L'estate 2026 è quindi tutta di pallavolo, dai più giovani ai campioni.

Condividi

Contenuti redatti con assistenza AI e revisione editoriale umana.